Hedging Valutario e Broker Multi o Single Currency

Spesso capita di leggere sui forum e sui social di trader che hanno acquistato azioni USA vedono il valore del proprio saldo diminuire giorno dopo giorno anche se le quotazioni di tali asset sia cresciuto.

In molti chiedono: come è possibile? La risposta è: non prendono con la dovuta considerazione il cosiddetto rischio di cambio.

Oggigiorno numerosi broker offrono la possibilità di operare anche sui mercati azionari statunitensi e offrono, ai clienti che hanno conti denominati in euro, quotazioni in euro oppure provvedono alla conversione istantanea del saldo dell’operazione in euro. Questo è indubbiamente una grande comodità per chi risiede nell’Eurozona ed è sostanzialmente interessato al valore in euro della propria ricchezza finanziaria. In effetti perché complicarsi la vita dovendo convertire i risultati delle nostre operazioni da una valuta all’altra?

Se la conversione del saldo dell’operazione in euro può, in effetti, risultare comoda se si opera sul mercato del forex essa cela insidie qualora si operi con azioni o opzioni denominati in una valuta differente da quella del proprio saldo. Ovvero esiste un rischio di cambio che il trader deve essere in grado di conoscere e gestire.

Un paio di esempi serviranno a illustrare i concetti chiave.

Ipotizziamo di comprare il giorno 1° marzo 100 azioni Disney (DIS) quotate in dollari per poi rivenderle il 31 marzo. Nel corso del mese il tasso di cambio EurUsd fluttua e in entrambi i casi ipotizzeremo un deprezzamento del dollaro rispetto all’euro

Scenario 1:

Data EurUsd Posizione Asset Quotazione $ Quotazione €
1/3 1,10 +1 100 DIS 125,00 113,63
31/3 1,15 -1 100 DIS 125,00 108,69

Scenario 2:

Data EurUsd Posizione Asset Quotazione $ Quotazione €
1/3 1,10 +1 100 DIS 125,00 113,63
31/3 1,20 -1 100 DIS 130,00 108,33

Confronteremo quindi due modelli di brokeraggio:

Account in multi-valuta dove l’acquisto o la vendita degli asset avviene usando la valuta dell’asset, accendendo posizioni, rispettivamente, a debito o a credito denominate nella stessa valuta dell’asset. Ad esempio, compro azioni USA e mi viene iscritta una posizione debitoria in dollari. Si lascia pertanto al trader l’opportunità di convertire la liquidità risultante, un debito o un credito a seconda dell’operazione, nella valuta che si preferisce. Questo è tipicamente il modello offerto da Interactive brokers.

Account a valuta unica dove l’acquisto o la vendita degli asset avviene usando la valuta dell’asset e accendendo posizioni, rispettivamente, a debito o a credito denominate nella valuta del conto utilizzando il tasso di cambio corrente. Ad esempio, compro azioni USA e viene iscritta una posizione debitoria in euro. La gestione della liquidità è gestita automaticamente dal broker stesso. Questo è tipicamente il modello usato dalla maggioranza dei broker che operano con piccoli clienti retail.

Utilizzando il sistema della partita doppia è possibile quantificare le differenze intervenute nel proprio saldo per i due modelli a confronto nei due scenari precedentemente delineati. 

È importante tenere bene a mente che nel caso di broker multi-valuta i valori di attività e passività realmente iscritti nel conto sono quelli denominati in dollari laddove quelli denominati in euro sono conversioni ideali che spetterà al trader se operare o meno. Cionondimeno esse tornano utili in quanto danno una misura dei guadagni e delle perdite espresse in euro.
Per il broker con il conto a valuta unica vale il discorso opposto: i valori di attività e passività realmente iscritti nel conto sono denominati in euro mentre quelli denominati in dollari sono conversioni ideali elaborate solo a scopo illustrativo.

Scenario 1:

            Broker multi-valuta       

Passività $ Attività $   Passività € Attività €
+12.500 +12.500   +11.363 +11.363
-12.500 -12.500   -10.869 -10.869
0 0   -493 -493

Il giorno 1° marzo il broker multi-valuta iscrive nel nostro conto una posizione debitoria pari a 12.500$ per l’acquisto delle 100 azioni DIS. Al tempo stesso iscrive tra le nostre attività asset denominati in dollari per 12.500$. Il 31 marzo rivendiamo le azioni allo stesso prezzo di carico e incasseremo pertanto 12.500$. Il valore delle attività, espresso in euro, è calato dagli 11.363€ a 10.869€ a causa del deprezzamento del dollaro. Al tempo stesso però anche il valore del debito denominato in euro è calato della stessa misura. Morale della favola: non abbiamo subito gli effetti del rischio di cambio. In questo caso gli unici costi sostenuti sono quelli relativi alle commissioni e agli interessi a debito sostenuti nell’arco del mese per la posizione debitoria denominata in dollari.

Broker a valuta unica

Passività $ Attività $   Passività € Attività €
0 +12.500   0 +11.363
0 -12.500   0 -10.869
0 0   0 -493

Nel caso del broker a valuta unica la liquidità necessaria viene attinta dal conto sotto forma di euro e le nostre azioni in dollari verranno iscritte direttamente in euro come attività dal valore di 11.363€. Quando chiuderemo la nostra posizione le azioni verranno liquidate al nuovo prezzo che, sebbene invariato in termini di dollari, ha subito una contrazione a causa del deprezzamento del dollaro. La perdita, dovuta al rischio di cambio, è in questo caso pari a 493€ e a cui vanno aggiunti i costi delle commissioni.
Naturalmente nel caso in cui il dollaro si fosse apprezzato nei confronti dell’euro, in questo scenario, anziché una perdita avremmo registrato un guadagno.

Scenario 2:

Broker multi-valuta

Passività $ Attività $   Passività € Attività €
+12.500 +12.500   +11.363 +11.363
-12.500 -13.000   -10.416 -10.833
0 +500   -947 -530

Il giorno 1° marzo il broker multi-valuta iscrive nel nostro conto una posizione debitoria pari a 12.500$ impiegati per l’acquisto delle 100 azioni DIS. Al tempo stesso iscrive asset denominati in dollari per 12.500$. Il 31 marzo rivendiamo le azioni a 130$ e incasseremo 13.000$. Da notare che sebbene il valore delle azioni in dollari sia salito, in termini di euro, esso sia comunque sceso in quanto il dollaro si è deprezzato. L’apprezzamento dell’euro ha annullato il guadagno dovuto all’aumento del valore (in dollari) delle azioni! Anche in questo caso però il valore del nostro debito, denominato in dollari, diminuisce se riconvertito in euro. La differenza tra i 947€ dovuti alla diminuzione del valore (in euro) del debito e i 530€ alla diminuzione (in euro) del valore degli asset rappresenta il nostro gain. Naturalmente tale cifra si poteva ottenere più semplicemente convertendo direttamente i 500$ di gain ottenuti dalla liquidazione della nostra posizione convertiti in euro. 

Broker a valuta unica

Passività $ Attività $   Passività € Attività €
0 +12.500   0 +11.363
0 -13.000   0 -10.833
0 +500   0 -530

Come per lo scenario 1 il broker a valuta unica, il 1° marzo, attinge la liquidità necessaria dal nostro conto sotto forma di euro e le nostre attività in dollari verranno iscritte come asset dal valore di 11.363€. Quando chiuderemo la nostra posizione le azioni verranno liquidate al nuovo prezzo di 130$ che convertito però in euro, 108,33€, comporterà una perdita pari a 530$. In questo caso la perdita dovuta al deprezzamento eccede il gain dovuto all’aumento delle quotazioni in dollari.
Nel caso in cui il dollaro si fosse apprezzato nei confronti dell’euro, in questo scenario, anziché una perdita avremmo registrato un extra gain.

In conclusione, quando si opera con asset denominati in valuta diversa da quella del proprio conto non è saggio disinteressarsi del tutto del rischio di cambio. Un trader più aggressivo può fare delle valutazioni in funzione delle proprie aspettative circa la dinamica del tasso di cambio e sperare di aggiungere al guadagno dovuto alla compravendita un ulteriore gain grazie alle fluttuazioni dei cambi. Ovviamente è soggetto anche ad un rischio extra di cui tener conto.

Un trader più prudente cercherà invece di sterilizzare l’effetto di una variazione del tasso di cambio. Come visto con un conto multi-valuta il broker lascia al cliente la possibilità di gestire la propria liquidità denominata in diverse valute. Con un broker a valuta unica occorrerà, al momento dell’apertura di una posizione long (a debito) su un sottostante in valuta straniera, vendere sul mercato forex valuta per un uguale importo. Quindi nel nostro esempio, per proteggersi da una eventuale deprezzamento del dollaro il trader dovrà aprire una posizione long in EurUsd pari a 12.500$ ovvero di 11.353€ con il tasso di cambio a 1,10. Al contrario, se si apre una posizione short (a credito) su un sottostante in valuta straniera sarà necessario comprare la valuta in cui sono denominati gli asset.

Nunzio De Sancits 

 

Il tema della Copertura del Rischio di Cambio è stato affrontato anche durante le 4 giornate del corso Portafogli Rotazionali e Modelli Quantitativi di Investimento (e torneremo su questo argomento anche nella giornata di rientro in sala, prevista per questo corso il 19 Dicembre): clicca qui per maggiori dettagli...